Lingue Nordiche
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Lingue Nordiche

In questo sito trovi informazioni sulle attività di didattica e ricerca in “Lingue e Letterature Nordiche” nelle università italiane – in primo luogo su lingua, cultura e letteratura danese, norvegese e svedese. Trovi inoltre alcune indicazioni utili se vuoi studiare l’islandese o il feroese. Se ti interessa il finlandese, rimandiamo ad altri link dove puoi continuare la ricerca. 
Invitiamo a conoscere meglio le lingue nordiche assieme a vari aspetti della civiltà di cui sono espressione. Presentiamo anche quanto avviene fuori dell’università: corsi, pubblicazioni, film, mostre e altri eventi culturali collegati al Nord, principalmente in Italia ma non solo. Il sito è il risultato della collaborazione tra docenti di otto università italiane ed è finanziato da Nordens Sprogråd  (Consiglio Linguistico Nordico).

16 Aug 2015

The 16th International Saga Conference, Zurigo/Basilea 9-15 agosto 2015

Nei giorni 9-15 agosto si è tenuta a Zurigo e Basilea la sedicesima saga conference, il cui tema principale è stato "Le saghe e lo spazio". I singoli interventi sono stati suddivisi in sette sottotemi più una sezione aperta. In aggiunta, si sono tenute cinque tavole rotonde e una poster session.

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27 Mar 2014

Racconto: La Strana Creatura

Studentessa di Lettere Moderne presso la Scuola di Studi Umanistici e della Formazione dell’Università di Firenze, Chiara Favati, dopo nove anni passati dai suoi viaggi in Norvegia e Danimarca con la famiglia, ha ritrovato “quel qualcosa” che le aveva lasciato il paesaggio del Nord, attraverso la lettura di alcuni testi studiati durante un corso di Letterature Nordiche all’Università di Firenze. Fifì e Pär potrebbero essere due piccoli troll norvegesi, o qualche magica creaturina simile; fra i due potrebbe essere in corso un dialogo, o forse si tratta solo di pensieri. La Creatura potrebbe rappresentare tante cose. A Skagen, Chiara ha incontrato veramente un pescatore con quella dolce smorfia sul viso.

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24 Aug 2015

Il popolo che disse no - Bo Lidegaard

L’anno è il 1943. La Germania nazista ha occupato la Danimarca. Il paese è preoccupato, schiacciato e a tratti prono alle richieste del nemico. Le forme popolari di resistenza con sabotaggi e singoli attacchi, a causa delle circostanze poco significativi, vengono vivamente scoraggiate dalle autorità locali per paura di massicce ritorsioni, il primo ministro danese Buhl fa addirittura la richiesta odiosa di denunciare i sabotatori alle autorità naziste. Questa la situazione. Ma quando avanza l’oscura ipotesi, che si trasforma giorno dopo giorno in una spaventosa certezza, di rastrellamenti sistematici di ebrei, la popolazione insorge. E la disobbedienza non avviene affrontando il nemico in uno scontro aperto (che certo la Danimarca non avrebbe potuto permettersi), né tramite gruppi di partigiani armati.

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20 Jul 2015

Quando il padre non ti vede. Considerazioni dopo la lettura di Min kamp I di Karl Ove Knausgård

Mi ci è voluto del tempo per decidere di leggere Min kamp di Knausgård. Per quanto si parlasse da più parti di sensazione e capolavoro, nutrivo, e forse nutro ancora, un preconcetto verso il progetto di scrivere sei volumi di autobiografia (tra le duemila e le tremila pagine). Possibile dare tutto questo spazio al proprio io e alla propria lotta, o battaglia?

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15 Apr 2014

La mia Islanda, fra incanto e cultura

Quando mi metto a parlare d’Islanda, mi piace far mio un concetto che ho imparato all’Università: ognuno ha il proprio Nord. Il Nord nell’immaginario di ogni popolo, forse di ogni singolo individuo, si trasforma in qualcosa di diverso, come se fosse un orizzonte mobile, come se si spostasse sempre più in là a seconda del punto di vista di partenza. Il Nord diventa così un punto d’arrivo simbolico, l’incarnazione di un mondo lontano, esotico e sorprendente, in cui saldare o rinsaldare il rapporto con il mondo e con se stessi, attraverso la scoperta e – perché no? – anche attraverso la sfida climatica.

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16 Oct 2013

Iscrizioni runiche a Venezia, Piræusljónið o Il leone del Pireo

In centro a Venezia, al lato del portone d’ingresso dell'Arsenale, si trova un leone di marmo che ha in sé una lunga e affascinante storia. Scolpito con tutta probabilità nel corso del IV secolo a.C., il leone fu per lungo tempo simbolo del porto di Atene, il Pireo, tanto che questo veniva altresì chiamato ‘Porto Leone’ dai naviganti italiani. Nel 1688 la statua venne trasportata a Venezia come trofeo di guerra dall'ammiraglio Francesco Morosini, comandande delle truppe della Serenissima, dopo la conquista di Atene e del Peloponneso, allora in mano all'Impero Ottomano. Dal 1692 il leone si trova nella sua posizione attuale, ma non è stato prima della fine del XVIII secolo che le rune su di esso scolpite vennero scoperte dal diplomatico e linguista svedese Johan David Åkerblad, il quale nel 1800 divulgò la scoperta di pochi anni prima in un resoconto, senza tuttavia tentare di decifrare le iscrizioni.

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