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Acquavite, un romanzo di Torgny Lindgren

Acquavite, un romanzo di Torgny Lindgren

di Luigi Tirella

ludvig79@yahoo.it

"Una volta all'anno Ivar comprava una bottiglia di acquavite a Skellefteå." Inizia cosi il romanzo Acquavite di Torgny Lindgren (Iperborea, 2010). A una prima lettura potrebbe apparire un inizio poco significativo. Leggendo il romanzo si scopre però che l'autore ci introduce volutamente nella storia poco a poco, svelandoci personaggi e avvenimenti con un ordine preciso e con un’abilità che mira a catturare l'attenzione del lettore.

Il vero protagonista della storia non è Ivar ma il pastore protestante Olof Helmersson, che decide di tornare nel suo paese d'origine Avabäck per compiere una missione: tutto quello che ha predicato per anni a quella piccola comunità del nord della Svezia si basa su un falso presupposto, perché la perdita della fede lo ha portato a credere nel corso del tempo che Dio non esiste; per questo si sente in debito verso i suoi parrocchiani e ora vuole che tutti sappiano la verità. Siamo nel Västerbotten, regione settentrionale della Svezia, territorio di grande estensione ma con bassissima densità di popolazione. Questo territorio è assai caro all'autore in quanto il suo paese natale Raggsjö, frazione di Norsjö si trova Västerbotten. Lindgren ama ambientare i suoi romanzi in questa remota regione, proprio per dare voce alla sua gente che ha tanto da raccontare. I personaggi di Acquavite hanno un'anima e non sono mai stereotipi, bensì persone autentiche piene di passioni, speranze e sentimenti, costrette a vivere in luoghi dal clima ostile, dove la vita è difficile. Nonostante sia possibile perdere la fede, rimangono una forte sensibilità e tradizione religiosa in questa come in altre regioni dell'estremo Nord dell'Europa, e l'autore ne parla con l'esperienza di chi ha questo tipo di formazione.

Questo libro non risolve i nostri dubbi sul senso della vita e sull'esistenza di Dio, ma ci aiuta a riflettere su questi misteri e ci fa capire che non si può fare a meno di parlare di Dio. Si può credere o non credere, ma Dio fa parte della vita dell'uomo e anche di questa piccola comunità nel nord della Svezia. Il protagonista del romanzo scoprirà che, durante la sua assenza, anche i suoi parrocchiani, tranne pochi, hanno già perduto la fede. La natura domina la scena, con tutto il suo splendore, con l'energia che trasmette e la forza del suo silenzio, che non è muto, ma parla creando un'atmosfera di suggestiva bellezza e di forte spiritualità. La vera dote di Lindgren, qui come in altri suoi romanzi, è quella di dare voce alle persone dimenticate, ai più semplici che possono raccontare e trasmetterci molte cose, perché a volte hanno un'esperienza di vita più ricca e significativa di coloro che hanno studiato. In Acquavite confluiscono molti dei temi cari a questo autore: oltre all'interrogazione sull’esistenza di Dio, il valore del tempo e il significatodella scrittura. Il romanzo è ambientato in un luogo dove il tempo è vissuto in modo diverso da quello della moderna società occidentale con i suoi ritmi sregolati e frenetici. La lentezza acquista in queste regioni del Nord Europa di nuovo un valore, perché la vita stessa ci concede ritmi diversi, dando così più spazio alla contemplazione e alla meditazione. Il valore della scrittura, infine, è un punto cruciale nelle opere di Lindgren, che crede fortemente nel valore della parola come strumento per formare le coscienze, per esprimere i sentimenti e per ricordare, perché tutto ciò contribuisce a costruire la nostra identità di esseri umani.

Il finale del romanzo rimane aperto, ma questo non lo sminuisce, bensì permette al lettore di dare spazio alla sua immaginazione, confermando che non è possibile in questa vita una sola risposta, perché la mente umana non può comprendere in pieno il mistero dell'esistenza.