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Una lettura de Il giorno finisce presto di Ingmar Bergman

Una lettura de Il giorno finisce presto di Ingmar Bergman

Di Luigi Tirella, luigitirella@virgilio.it  

Il giorno finisce presto (Ed. Iperborea 2008, traduzione di Renato Zatti) è un'opera teatrale del periodo giovanile di Bergman, composta nel 1947 e pubblicata in Svezia nel 1948. L'opera racconta la vita di Jenny Sjuberg, 43 anni, che lavora in un atelier e gestisce un negozio d'antiquariato con l'ex marito. Jenny è insoddisfatta della sua vita, sente il trascorrere del tempo e teme di non essere riuscita a costruire qualcosa di significativo. Ha un difficile rapporto con la sorella, molto più giovane di lei e con il fidanzato di quest'ultima, verso il quale sembra provare un'attrazione; non si capisce invece se questa passione sia ricambiata. Tutto questo inasprisce il rapporto con la sorella, e la protagonista si sente sola, confortata dall'amicizia sincera di poche persone, come un estetista omosessuale e,anche, il suo ex marito, con il quale permangono tuttavia molte incomprensioni. Conosce un attore di teatro con il quale sembra intenzionata a ricominciare una nuova vita, ma una notizia inaspettata ed incredibile sconvolgerà la sua esistenza: un'anziana signora di cognome Aström viene un giorno a trovarla annunciandole con sole ventiquattr’ore di anticipo la notizia della sua morte. Jenny, non conoscendo l'anziana donna, all'inizio pensa a uno stupido scherzo, ma sapendo che la stessa notizia arriva ad altre persone, e in seguito ad alcuni avvenimenti, ella comincerà ad avere paura e a credere che tutto ciò sia possibile.

A pochi giorni dal quinto anniversario della scomparsa del grande regista svedese, è importante ricordare anche le opere scritte di Bergman, che è stato anche bravissimo sceneggiatore e scrittore. In quest'opera teatrale giovanile affiorano molti elementi che l'autore riprenderà in alcuni dei suoi maggiori capolavori cinematografici. Il trascorrere del tempo, il senso della vita e l'esistenza di Dio, la complessa rete di relazioni tra gli esseri umani, la paura della morte e l'amore che può dare senso all'esistenza umana, sono alcuni dei temi più cari al grande regista e autore svedese. Un'opera solo in apparenza angosciante ma che fa riflettere il lettore sul senso della nostra esistenza. Esposto con maestria e finezza psicologica, questo dramma ci svela le capacità che l'autore saprà perfezionare in seguito. Bergman raggiungerà una maggiore serenità e saggezza solo nelle opere autobiografiche scritte in età avanzata, come Nati di Domenica e Con le migliori intenzioni, pubblicate entrambe da Garzanti. Questo libro è stato invece pubblicato da Iperborea, casa editrice che da venticinque anni pubblica esclusivamente opere di autori nordeuropei, svolgendo un ruolo unico e straordinario in Italia. Essa infatti, attraverso questo lavoro, ha creato una sorta di ponte che permette uno scambio culturale tra l'Italia e i paesi nordici. Questa casa editrice ci permette quindi di conoscere opere e autori altrimenti ignoti in Italia e ci permette di entrare in contatto con un mondo apparentemente lontano ma affascinante, ricco di sensibilità umana. Questo dramma meno conosciuto di Bergman, come altre opere pubblicate da Iperborea, sono testimonianza preziosa di come l'arte, secondo un'affermazione dell'autore svedese Göran Tunström, "non deve fare chiarezza ma spalanca la porta su un mondo nuovo".