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Italo Calvino: un classico italiano in Svezia

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03/05/2010
Corso intensivo di lingua e letteratura danese a Venezia

Venezia, Università Ca' Foscari, 5-24 luglio 2010

 

Letteratura

In questa sezione si trovano articoli sulla letteratura danese, norvegese e svedese oltre a un articolo sulla cosiddetta “irruzione del moderno”, cioè su quel momento di intenso scambio culturale tra gli scrittori del Nord che ebbe come punto di riferimento il critico danese Georg Brandes. Le brevi bibliografie conclusive forniscono spunti a chi desidera approfondire gli argomenti. Gli autori sono docenti, lettori e ricercatori di Lingue e Letterature Nordiche nelle università italiane.

In un suo famoso libro del 1883 il critico danese Georg Brandes usava per la prima volta l’espressione Det moderne gennembrud per definire quella corrente letteraria che da pochissimi anni si era fatta conoscere in tutta l’Europa, cioè quella letteratura sbrigativamente definita “realista” o perfino “naturalista”.
Mentre il regno danese, con re Valdemar I e l’arcivescovo Absalon, si sta organizzando sotto l’egida della cristianità, nasce, a cavallo tra XII e XIII secolo, il primo capolavoro della letteratura nazionale, Gesta danorum di Saxo Grammaticus.
La letteratura norvegese propriamente detta è un fenomeno relativamente recente. Infatti, sebbene testimonianze letterarie norvegesi fossero presenti già in epoca medievale (soprattutto per quanto riguarda la storiografia e la poesia scaldica), è solo con la seconda metà del 1600 che troviamo maggiori opere letterarie scritte da autori norvegesi.
In ambito religioso medievale la letteratura si esprime in latino (Petrus de Dacia), a volte sulla base di testi originali in svedese antico andati perduti (Santa Brigida).