Lingue Nordiche

SE.mester! - Vacanze-studio a Uppsala

SE.mester!

 di Cristina Cannone, Università di Milano

 Ti accorgi di essere arrivato in un altro paese quando alle pareti dell’aereporto trovi gigantografie di svedesi famosi nel mondo che ti danno il benvenuto. Tra gli altri, Alfred Nobel, scienziato e “papà” dell’omonimo premio, Astrid Lindgren, scrittrice e “mamma” di Pippi Calzelunghe - e gli intramontabili Abba. Ma anche i reali svedesi, che ti salutano per primi. Capisci che la Svezia è un altro mondo quando leggi che i supermercati restano aperti tutti i giorni sino alle 11 di sera, quando puoi acquistare il biglietto dell’autobus anche via SMS e quando non solo i tassisti si fermano alle striscie pedonali.  

 Ma non hai proprio più dubbi quando vedi un top manager passare l’aspirapolvere nel proprio ufficio! E percepisci che svolge anche quel compito con passione. Ho frequentato un corso intensivo di svedese di tre settimane a Uppsala quest’estate –  http://www.glossa-sweden.com/  – e  desidero ringraziare i miei docenti Carl Johan Lind e Lennart Grape per le loro lezioni, le visite guidate e il crayfish party (kräftskiva) di fine corso. Uppsala è un’affascinante città universitaria, ricca di storia. Ci sono palazzi bellissimi, lussureggianti giardini botanici http://www.botan.uu.se/Engindex.html e tranquille passeggiate lungo gli argini del fiume Frysån. Ovviamente, il mezzo di locomozione più usato è la bicicletta.

 Per la prima volta ho soggiornato in un ostello per studenti universitari: tutti devono tenere puliti gli spazi comuni e la propria stanza, uomini o donne che siano. Ecco come si formano i manager (e i mariti) svedesi. Il sistema di riciclo a pagamento di bottiglie di plastica e lattine è particolare: sull’etichetta di ogni bottiglia è indicato il valore per lo smaltimento in modalità self-service presso i supermercati. Basta inserire la bottiglia vuota in una macchina http://www.pantamera.nu/pet.asp e incassare lo scontrino di ricevuta, o farlo scalare dal totale della spesa. In alternativa, si può destinare il corrispettivo alla Croce Rossa Svedese. È un’altra best practice che spero venga presto adottata anche da noi in Italia.

 Prima di partire avevo confrontato il mio profilo Country Navigator https://www.countrynavigator.com/ con la Svezia e con l’Italia. Ho così scoperto di avere più affinità con i nordici che non con i latini. Saranno forse le influenze normanne? Non so, ma so di certo che non ho avuto alcuna difficoltà in Svezia, anche quando per sbadataggine ho digitato male per più di tre volte il pin della mia carta di credito. Per sicurezza, la carta è stata bloccata. Il servizio clienti American Express mi invitata a recarmi a Stoccolma per ritirare una carta sostitutiva. Ma avrei dovuto perdere un giorno di scuola.

 Ho quindi pensato di contattare anche il servizio clienti svedese: la carta mi è stata recapitata a Uppsala, direttamente alla scuola. Che servizio. Pare sia prassi trattare in questo modo i propri clienti in Svezia. Tack så mycket! Grazie mille! Lo svedese, chiederete voi: com’è come lingua? Un po’ simile all’inglese e un po’ al tedesco, ma con una musicalità totalmente diversa. La tecnologia potrebbe essere di grande aiuto in classe. Se i docenti potessero pronunciare parole o frasi parlando, ad esempio, direttamente nel proprio telefonino, e se il parlato potesse comparire come testo su uno schermo, gli studenti non avrebbero problemi a interpretare la grafia. Inoltre, si renderebbero disponibili le slide a fine lezione.

  La mia vacanza, semester per dirla con gli svedesi, è proprio volata! Vedi che stai per rientrare a casa quando all’aereporto di Arlanda trovi strane gabbie di vetro vuote ... e realizzi che sono smoking center. Ma hai la certezza di essere a atterrato a Malpensa quando, per sbaglio, scendi lungo una bellissima rampa di scale in marmo... e scopri che non porta da nessuna parte. Neppure un cartello di avviso. Hejdå Sverige, arrivederci Svezia, al prossimo SE.mester!